lunedì 12 settembre 2022

Eureka

 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO GENERALI

  • Sviluppare curiosità e interesse nel campo scientifico
  • Prendere consapevolezza del metodo scientifico-induttivo
  • Appassionarsi alla storia della scienza e alla vita degli scienziati che hanno portato avanti maggiormente il progresso scientifico nel corso del tempo
  • Sviluppare spirito di iniziativa, ragionamento e problem solving
  • Aumentare la collaborazione della classe e lo spirito di gruppo

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SPECIFICI

  • Saper leggere gli strumenti di misura (cilindro graduato, dinamometro)
  • Saper misurare i volumi degli oggetti con il cilindro graduato
  • Saper misurare le forze peso in Newton con il dinamometro
  • Riflettere sul concetto di forza di attrazione gravitazionale
  • Destreggiarsi nel calcolo e nell'elaborazione di dati, grafici e tabelle
  • Prendere coscienza di ciò che aveva capito Archimede gridando: “EUREKA!”
  • Capire come funziona il galleggiamento degli oggetti in acqua
  • Comprendere cos'è e come funziona la spinta di Archimede e a cosa equivale esattamente

L'approccio metodologico è sempre quello ipotetico-deduttivo. I ragazzi sono chiamati in prima persona a proporre ipotesi, ragionare, dedurre e sperimentare. La classe viene suddivisa in piccoli gruppi (di 3 o 4 alunni) che rimarranno sempre gli stessi fino alla fine del percorso. Ciascun gruppo avrà nome e logo di riconoscimento che verrà utilizzato durante la verifica di gruppo. Si susseguiranno visioni di filmati, da cui scaturiranno ipotesi che poi verranno verificate attraverso esperimenti scientifici. L'attenzione è sempre posta a far condurre ai ragazzi il percorso, la docente si limita a guidarli e indirizzarli.

EUREKA

Grado scolastico: Secondaria di I grado

Area disciplinare: Scienze

Serena Benedetti

Eureka – la spinta di Archimede

 Il fenomeno trattato comprende un concetto complesso e di difficile trattazione: il galleggiamento e la densità; è un argomento che ho sempre proposto in terza, riscontrando notevoli difficoltà. Nel percorso che seguirà, il fenomeno viene trattato da un altro punto di vista e l’attenzione si sposta sull’azione che l’acqua, presa in considerazione in maggior misura in questo percorso, ma anche altri mezzi (ad esempio l’aria) hanno sul moto degli oggetti. Ritengo quindi che il percorso possa essere proposto sia in una classe seconda (nella seconda parte dell’anno) sia in una classe terza, come prosieguo di alcuni concetti affrontati nella classe prima e nella prima parte della classe seconda; in particolare: il concetto di misura e l’introduzione alla gestione delle misure sperimentali e all’analisi dei dati; il concetto di volume, il concetto di forza. A mio avviso questi sono i prerequisiti necessari per svolgere il percorso sulla spinta di Archimede e porre le basi per comprendere il concetto di densità. Ho deciso di sperimentare questo percorso nella mia classe terza perché si inseriva all’interno di un percorso più ampio, iniziato l’anno precedente, durante il quale erano stati affrontati con la stessa metodologia fenomenologico-induttiva altri argomenti: le forze, la forza di gravità, differenza tra la massa e il peso, la scoperta della legge di Hooke e il moto.


Durante questo percorso è stata adoperata una didattica partecipativa a carattere prevalentemente induttivo: gli allievi hanno sperimentato liberamente e l’insegnante li ha supportati e guidati nella concettualizzazione, lasciandoli comunque liberi di fare i propri ragionamenti, giusti o sbagliati che fossero, intervenendo in fase di discussione collettiva e successivo aggiustamento.

Di seguito alcune caratteristiche essenziali del percorso:

• Sono stati usati diversi video come strumenti di attivazione: lo scopo era quello di suscitare curiosità sul fenomeno da studiare, far emergere una situazione da investigare e porre le basi per uno studio di tipo sperimentale.

• Sono quindi state concordate le diverse fasi dell’attività sperimentale di gruppo che hanno portato alla raccolta dei dati.

• I dati sono stati analizzati e discussi fino ad arrivare a dare una spiegazione del fenomeno e quindi alla «scoperta» della spinta di Archimede.

• Per promuovere un apprendimento quanto più attivo e individualizzato, gli alunni hanno lavorato in gruppi eterogenei, di 3/4 alunni; i gruppi sono stati stabiliti dall’insegnante all’inizio del percorso e mantenuti fino alla fine.

• Durante i primi dieci minuti di ogni lezione, al fine di riprendere i concetti emersi nella lezione precedente è stata fatta una revisione dei compiti per casa: il docente ha selezionato due o tre alunni alla volta perché relazionassero quanto fatto.

• È stata svolta una verifica individuale alla fine del percorso dopo diverse esercitazioni in gruppo.


FASE 1 (fase di attivazione- 1 ore) Osservazione e descrizione del fenomeno attraverso la visione

di un video: cosa fa l’acqua ad un corpo che sta dentro?

FASE 2 (2 ore) Osservazione e descrizione della caduta dei corpi in mezzi diversi: cosa accade?

FASE 3 (2 ora) Visione del «Archimedes bath» e progettazione delle modalità con cui raccogliere

dati

FASE 4 (2 ore) Raccolta dati: misure della forza di trazione di diversi oggetti in aria e in acqua e

del volume

FASE 5 (1 ora) Analisi dei dati e misura del peso di acqua spostata

FASE 6 (2 ore) Analisi dei dati e discussione per arrivare alla spinta di Archimede

FASE 7 (1 ore) Visione completa del video iniziale di Archimede e successiva discussione alla luce

di quanto scoperto

FASE 8 (2 ore) Applicazione di quanto scoperto in diversi contesti: esercitazione e discussione.

Verifica individuale (1 ora)


Eureka – la spinta di Archimede


Classe terza H

Grado scolastico: Secondaria Primo Grado

Area disciplinare: Scienze

Docente: Luisa Guarnieri

Le Fantasie della matematica

 


Tutte le attività sono state proposte agli alunni sotto forma di gioco e di sfida, e non come semplici

problemi che presupponevano una serie di regole da mettere in atto. In tal senso, è stato possibile

stimolare i ragionamenti logici attraverso dei problemi-sfida.

La «matematica» intesa come disciplina rigida, è stata così stravolta, per lasciare spazio ad una

didattica laboratoriale al fine di sviluppare la capacità di argomentare e discutere; favorendo lo

sviluppo di uno stile cognitivo che consenta di affrontare gli apprendimenti con curiosità,

flessibilità originalità ed intuizione. 

  • Tutte le attività sono state svolte su un quaderno bianco, per lasciare gli alunni liberi di spaziare. Essi sono stati personalizzati da ogni allievo, sulla base della propria fantasia, della propria personalità e delle proprie passioni.
  • Alcune attività sono state svolte in gruppo, per garantire la collaborazione e la co-costruzione di conoscenze significative; altre sono state svolte individualmente per consolidare gli apprendimenti.
  • Tutte le attività implementate, sia quelle di gruppo che individuali, hanno previsto una fase di rendicontazione orale e scritta. Gli alunni hanno riflettuto e argomentato le fasi del loro lavoro, i ragionamenti fatti e il modo in cui sono giunti ad una soluzione.

Le Fantasie della matematica


Grado scolastico: scuola primaria       Area disciplinare: matematica

Istituto comprensivo B. Sestini- plesso «Gianni Rodari»

Docenti coinvolti: Apostolico Martina

Il problema di Giulia Numeri d’aria e numeri di terra



Il percorso «Numeri d’aria e numeri di terra» è stato svolto in una classe prima, da Settembre fino a Maggio. Costituisce un percorso didattico in diretta continuità con la scuola primaria per recuperare e consolidare le abilità relative a numeri naturali e numeri decimali, senza proporre esercizi ripetitivi e meccanici, ma tramite questioni problematiche emotivamente coinvolgenti gli studenti stessi e tramite attività pratiche con strumenti di misura.

I «numeri d’aria» prevedono una serie di problemi che prevedono l’utilizzo di numeri naturali, non strettamente legati alla realtà pratica, e che hanno permesso l’individuazione di serie numeriche, la scoperta di regolarità numeriche, l’utilizzo di proprietà numeriche per un calcolo mentale rapido e ragionato.

I «numeri di terra» invece hanno previsto principalmente attività di misurazione con utilizzo dei numeri decimali, a cui sono seguiti esercizi per scoprire metodi di calcolo veloce e confronto.

In particolare viene documentato Il Problema di Giulia, che è stato proposto alla classe prima durante le prime settimane di scuola secondaria di I grado, con lo scopo principale di avviare un percorso di educazione a:

- confronto/dibattito per la ricerca di strategie risolutive

- questioni problematiche quanto più possibili realistiche, vicine alla quotidianità degli studenti, pertanto stimolanti per l’apprendimento della matematica.


Durante tutto il percorso, è stata adoperata una didattica partecipativa a carattere prevalentemente induttivo, in cui si è cercato costantemente di sollecitare l’autonomia degli allievi nella costruzione delle conoscenze e nella ricostruzione delle sintesi cognitive. In sintesi:

- Brainstorming

- Cooperative learning

E’ stato un continuo alternarsi di momenti di cooperative learning con brevi momenti di lezione frontale, finalizzati all’introduzione dell’attività da realizzare o alla sistematizzazione del lavoro svolto dai gruppi o dai singoli alunni. 

Il problema di Giulia è stato il primo lavoro della classe svolto in modalità cooperative learning. La classe è stata suddivisa in gruppi eterogenei stabiliti dal docente sulla base delle osservazioni delle prime due settimane di scuola, cercando di assegnare un ruolo specifico idoneo ad ogni alunno:

- organizer: gestisce organizzazione del lavoro da svolgere con turni di parola, di lavoro, rispetto dei ruoli

- time keeper: gestisce il tempo, aiutando tutti a rispettare la scadenza temporale assegnata dal docente

- material manager: gestisce forbici, colla, fotocopie

- reporter: riferisce il lavoro svolto durante la restituzione dei procedimenti scelti da ogni singolo gruppo, facendosi portavoce delle scelte fatte da tutti i membri


Il problema di Giulia Numeri d’aria e numeri di terra


Classe I G

Scuola secondaria di I grado B. Sestini - Agliana

Prof. Tiziana Biagiotti

giovedì 1 settembre 2022

Problemi al centro

 Per quanto attiene agli obiettivi di apprendimento sono stati presi come riferimento gli obiettivi presenti nel curricolo d’istituto:

➢ Riconoscimento di situazioni problematiche nell’esperienza quotidiana, preferibilmente in contesti di apprendimento collaborativo

➢ Rappresentazione di situazioni problematiche con diversi metodi e tecniche: disegni, parole, simboli...

➢ Lettura e comprensione del testo di semplici problemi, privilegiando l’ attività di gruppo (discussione, confronto, individuazione della strategia risolutiva).

➢ Risoluzione di semplici problemi con rappresentazioni grafiche e operazioni di addizione e sottrazione, argomentando l’algoritmo adottato.

Il principale obiettivo del percorso è stato senza dubbio la “soluzione di problemi”. L’aspetto più importante non è stato il problema in sé, ma il processo con cui l’alunno giunge alla soluzione. Siamo partiti da situazioni quotidiane e da alcune loro conoscenze, sono state prese in esame alcune situazioni problematiche inizialmente prive di dati numerici, poi, in un secondo momento, sono stati introdotti i dati numerici




Problemi al centro

Attività di problem solving

A.S. 2021/2022

classe 1C

scuola primaria ̋Don Milani ʺ di Agliana (PT)

Ins. Palmiero Laura

«MI E’ VENUTA UN’IDEA»

 CON IL NOSTRO GRUPPO CLASSE ABBIAMO DECISO DI PARTECIPARE ALLA FORMAZIONE LSS DEL NOSTRO ISTITUTO COME PERCORSO DI CONTINUITA’ CON LA SCUOLA PRIMARIA. ABBIAMO AVUTO INOLTRE L’OPPORTUNITA’ DI PARTECIPARE AL PROGETTO « PROBLEMI AL CENTRO» CON IL CARME DI PISTOIA. IL PROGETTO ERA PREVISTO PER LA SCUOLA PRIMARIA MA NOI SEGUENDO LE INDICAZIONI DEI FORMATORI LO ABBIAMO RIADATTATO ALLE ESIGENZE DEI NOSTRI BAMBINI. IL LABORATORIO DI MATEMATICA «MI E’ VENUTA UN’IDEA» INFATTI E’ IN LINEA CON GLI OBIETTIVI GENERALI DI TALE PROGETTO , OBIETTIVI CHE INTENDONO FAVORIRE LO SVILUPPO DI UNA VISIONE DELLA MATEMATICA COME DISCIPLINA DI IDEE, RAGIONAMENTI, CREATIVITA’, COMUNICAZIONE, COLLABORAZIONE, SPIRITO CRITICO INSIEME AD UN ADEGUATO SENSO DI AUTOEFFICACIA. DA EVIDENZIARE INOLTRE LO STRETTO LEGAME DEL PERCORSO ANCHE CON LE INDICAZIONI NAZIONALI.

GLI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SONO STATI ESTRAPOLATI DAL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA DEL NOSTRO ISTITUTO. SONO OVVIAMENTE IN LINEA CON LE INDICAZIONI NAZIONALI NELLE QUALI SI LEGGE CHE : « LA MATEMATICA FORNISCE GLI STRUMENTI PER INDAGARE E SPIEGARE MOLTI FENOMENI FAVORENDO UN APPROCCIO RAZIONALE AI PROBLEMI.»

NELLO SPECIFICO NEL CAMPO DI ESPERIENZA LA CONOSCENZA DEL MONDO: «.......IMPARANO A FARE DOMANDE, A DARE E CHIEDERE SPIEGAZIONI, A LASCIARSI CONVINCERE DAI PUNTI DI VISTA DEGLI ALTRI, A NON SCORAGGIARSI SE LE LORO IDEE NON RISULTANO APPROPRIATE........»

AD OGNI INCONTRO AL CARME DI PISTOIA SONO STATE PROPOSTE DELLE ATTIVITA’ DA METTERE IN ATTO CON I NOSTRI BAMBINI . OGNI ATTIVITA’ DA NOI SPERIMENTATA E DOCUMENTATA E’ STATA SUCCESSIVAMENTE OGGETTO DI UN CONFRONTO CON GLI ALTRI DOCENTI CHE PARTECIPAVANO AL PROGETTO. E’ STATA UN’ESPERIENZA MOTIVANTE E STIMOLANTE CHE CI HA DATO MODO DI SPERIMENTARE STRATEGIE DIDATTICHE INNOVATIVE E COINVOLGENTI.


LE TAPPE DEL NOSTRO PERCORSO:

1 ESPERIENZA: CHE COS’E’ UN PROBLEMA

2 ESPERIENZA: IN PALESTRA

3 ESPERIENZA: GIOCO A COPPIE

4 ESPERIENZA: TROVA IL PERCORSO PIU’ BREVE

5 ESPERIENZA: IL GIOCO DEL BUCATO DA STENDERE

6 ESPERIENZA: DIAGRAMMA DI FLUSSO (PERCORSO DA CASA A SCUOLA)


LE INSEGNANTI HANNO LAVORATO CON IL PICCOLO E IL GRANDE GRUPPO CLASSESUDDIVIDENDOSI ,PER MOTIVI ORGANIZZATIVI, LE ESPERIENZE DA PROPORRE ALLA CLASSE.



«MI E’ VENUTA UN’IDEA»

-Matematica senza paura-

Gruppo: sez.«D» 5 anni

Scuola dell’infanzia S Niccolò

Insegnanti: Zani Stefania, Di Feo Gerardina, Scotellaro Patrizia