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lunedì 7 settembre 2020

Eureka – la spinta di Archimede

 FASE 1 (fase di attivazione- 2 ore) Osservazione e descrizione del fenomeno attraverso la visione

di video: cosa fa l’acqua ad un corpo che sta dentro?

FASE 2 (2 ore) Osservazione e descrizione della caduta dei corpi in mezzi diversi: cosa accade?

FASE 3 (1 ora) Perché un corpo si muove verso la terra? Forze di attrazione reciproca tra i corpi

FASE 4 (1 ora) Come si misura la forza di trazione della Terra: misure con il dinamometro

FASE 5 (1 ora) Verifica intermedia

FASE 6 (2 ore) Misure della forza di trazione di diversi oggetti in aria e in acqua

FASE 7 (1 ora) Misura dei volumi di acqua spostata e del loro peso

FASE 8 (2 ore) Analisi dei dati e discussione per arrivare alla spinta di Archimede

FASE 9 (2 ore) Visione completa del video iniziale di Archimede e successiva discussione alla luce

di quanto scoperto

FASE 10 Verifica di gruppo e verifica individuale



Metodologie didattiche


Durante questo percorso sarà adoperata una didattica partecipativa a carattere prevalentemente

induttivo: gli allievi sperimenteranno liberamente e l’insegnante eviterà ogni concettualizzazione,

lasciando che facciano liberamente i loro ragionamenti, giusti o sbagliati che siano, intervenendo in fase

di discussione collettiva e successivo aggiustamento. I ragazzi saranno quindi i protagonisti della

«scoperta» e sarà sollecitata la loro autonomia nella costruzione dei concetti.

Di seguito alcune caratteristiche essenziali del percorso:

• Il percorso sarà avviato con l’osservazione di un fenomeno, attraverso diversi video, che avranno lo

scopo di suscitare curiosità sul problema che sarà formulato sulla base di quanto osservato;

• Saranno discusse e organizzate attività sperimentali di gruppo che porteranno alla raccolta di dati.

• I dati saranno analizzati e discussi fino ad arrivare alla risoluzione del problema attraverso la

spiegazione del fenomeno e quindi alla «scoperta» della spinta di Archimede.

• Il Cooperative-learning sarà una prassi pressoché quotidiana, per promuovere un apprendimento

quanto più attivo e individualizzato in ciascun alunno: gli alunni lavoreranno in gruppi eterogenei, di

3/4 alunni; i gruppi saranno stabiliti dall’insegnante all’inizio del primo percorso e mantenuti fino alla

fine, anche durante le verifiche di gruppo.

• Durante i primi dieci minuti di ogni lezione, al fine di riprendere i concetti emersi nella lezione

precedente sarà fatta una revisione dei compiti per casa: il docente selezionerà due o tre alunni alla

volta che dovranno relazionare quanto fatto.

• Si svolgerà una verifica di gruppo seguita da una verifica individuale

Strumenti:  Dinamometro, cilindri graduati, calamite, pallina di polistirolo, palline da ping pong ,

 palline di acciaio, oggetti di diversa massa e volume, calamite, bustine di plastica, spago.


Progetto Eureka


Progettazione didattica classe 2H

Grado scolastico: Secondaria Primo Grado

Area disciplinare: Scienze

Docente: Luisa Guarnieri

giovedì 20 marzo 2014

La Torre di Babele: primo incontro di formazione sulla didattica della matematica


Impressione a caldo: divertente, stimolante, accattivante. Gli stessi tre aggettivi che potrei utilizzare per definire l’intervento e la personalità del Prof. Fabio Brunelli, il docente che ci accompagnerà per diversi incontri.

Come in ogni buon corso di formazione ci si presenta.
Lui ci illustra brevemente la sua esperienza: una curiosa, ma significativa, parabola all’inverso: da docente all’Università, a professore di scuola secondaria di secondo grado e poi di primo; assiduo frequentatore di corsi di formazione e aggiornamento, in veste sia di formatore che di insegnante in formazione (sarà questa la famosa formazione continua?), non scrive libri…Il tipo mi piace,  mi conferma nell’idea che la matematica è una cosa viva e reale, ed il suo insegnamento si nutre e si muove nella realtà che ci circonda.
Tocca a noi il giro di presentazione, incalzati dalle sue domande e dalle sue battute sulle nostre risposte; qualcuno è quasi intimorito da  questo suo modo di fare: sembra di essere tornati sui banchi di scuola (effettivamente ci siamo sempre), in attesa dell’interrogazione…

Anche questo mi piace, perché riesce a zittire il chiacchiericcio che spesso c’è in queste situazioni, e a catturare la curiosità e l’interesse per chi ci sta intorno e per quello che dice; scopriamo diverse ex studentesse del professore alla SSIS.

Successivamente ci propone di scrivere ciascuno quelle che sono le proprie aspettative riguardo questi incontri di formazione/aggiornamento, e di leggerli tutti insieme, in una sorta di brainstorming. Emergono delle frasi, esigenze comunemente sentite, che Brunelli puntualizza usando delle parole chiave, individuate nei nostri messaggi.
Ecco quelle che più mi hanno interessato:
MATEMATICA COME GIOCO, quindi divertente e coinvolgente, in contrasto con quella noiosa e ripetitiva che viene proposta nei testi scolastici (ma non sono dei semplici strumenti?);
DIDATTICA LABORATORIALE che, ci viene chiarito, è una metodologia didattica che presuppone un’interazione attiva di tutti i partecipanti alle lezioni, per la realizzazione di attività pratiche, che implichino abilità e conoscenze matematiche;
DIDATTICA SEMPLICE, quella che dovrebbe renderci capaci di avviare, creativamente, ognuno con un personale stile di insegnamento, i nostri studenti alla complessità della realtà fisica che li circonda, e che presuppone quindi la nostra conoscenza, la metacognizione, della natura e delle regole che si celano dietro formule, algoritmi e definizioni.

Brunelli parla di etnomatematica, di quei concetti comuni e connaturati, patrimonio di tutte le culture, che li declinano con diversi linguaggi:
        CONTARE, LOCALIZZARE, MISURARE, DESIGN, GIOCARE, SPIEGARE.
  
E mentre l’attenzione è viva, parte il compito…
Ritrovare queste parole, o i concetti, nelle indicazioni curriculari del ’91, relative ai campi di esperienza educativa, relativi a SPAZIO, ORDINE , MISURA.
Vabbe’, si può fare: è propedeutico ad una definizione epistemologica, ed una ristrutturazione contenutistica dell’insegnamento della matematica.
Sono parole grosse, ma utili per farci riflettere sulle competenze che dobbiamo costruire e connettere, valutabili soprattutto attraverso il problem solving.

Ci indica un tipo di prove ed attività che lui ritiene valide, quelle del Rally Matematico Transalpino e dell’Invalsi, mettendoci però in guardia dalla tentazione di farne solo un allenamento intensivo; accanto ad esse vanno costruite un insieme di buone pratiche comuni, corredate da una solida documentazione che ci aiuti a diffonderle, per costruire gradualmente, nel corso degli anni, la nostra Torre di Babele…Già, cos’era la Torre di Babele? Giro di domande. Ricordi e tradizioni frammentarie e confuse ci permettono di ricucire la storia della Biblica Torre, atto ambizioso e superbo di innalzarsi sino alla conoscenza, vanificato dalla confusione dei linguaggi. Per ora meglio tanti nostri piccoli, solidi mattoncini di attività ben strutturate e documentate da condividere, per cercare di costruire il famoso curricolo in verticale. Brunelli ci invita a portarne sin dal prossimo incontro. Un altro compito…

E poi un bel problema!
Da una prova dell’ARMT, ci sottopone il Cuore di Martina, una bella e semplice simmetria assiale che dobbiamo interpretare, per stabilire e comparare l’estensione delle superfici che la compongono. C’è in gioco la visione geometrica, la capacità di vedere isometrie, equiscomposizioni, simmetrie, rotazioni e ribaltamenti, congruenze. Ognuno utilizza uno o più metodi e strategie, conoscenze o abilità per analizzarlo e risolverlo. Ce la facciamo tutti! La prova segue un protocollo: ha un’analisi a priori delle competenze che vengono attivate nella sua risoluzione, un punteggio basato soprattutto sulla valutazione delle procedure e dell’argomentazione (chiaramente indicati), e offre la possibilità di testarla con diverse classi, anche con i bambini della scuola dell’infanzia.


Ci stimola e ci piace, ci fa scambiare idee e considerazioni, fino a quando…sono passate due ore!

Stefano De Santis, docente di scuola primaria