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martedì 16 luglio 2024

Arduino nelle scienze

Quella digitale è una delle competenze di base che compaiono tra le nuove competenze chiave per l’apprendimento permanente (2018). Uno degli ambiti della competenza digitale riguarda lo sviluppo del pensiero computazionale, cioè quel processo mentale che consente di risolvere problemi di varia natura pianificando una strategia anche con l’uso di strumenti. Già nelle indicazioni nazionali del 2012, nell’ambito della tecnologia, era previsto come obiettivo quello di avvicinare gli alunni «ad alcuni linguaggi di programmazione particolarmente semplici e versatili che si prestano a sviluppare il gusto per l’ideazione e la realizzazione di progetti e per la comprensione del rapporto che c’è tra codice sorgente e risultato visibile.»

Nelle «indicazioni nazionali e nuovi scenari» del 2018 l’insegnamento del pensiero computazionale è esteso a tutti gli ambiti del sapere e quindi l’obiettivo è quello di integrare queste competenze in modo trasversale nelle varie discipline scolastiche. Questo approccio non solo prepara gli studenti alle sfide tecnologiche del futuro, ma promuove anche lo sviluppo di abilità logiche e critiche, facilitando una comprensione più profonda del mondo digitale che li circonda. Le attività didattiche che andrò a descrivere, tengono conto di questa esigenza, perché stimolano il pensiero computazionale attraverso esperienze pratiche e teoriche, favorendo un apprendimento attivo e consapevole.

Il percorso proposto è stato sperimentato in una classe prima e si inserisce all’interno di ampie progettazioni didattiche su argomenti scientifici, in particolare lo studio dei passaggi di stato e delle piante. La scelta di una classe prima per la sperimentazione è motivata da due principali ragioni:

• Le applicazioni con Arduino si adattavano bene alla progettazione didattica di scienze prevista.

• Il gruppo classe è costituito da alunni che hanno mostrato sin dall’inizio dell’anno un atteggiamento di

curiosità e interesse spiccato per l’ambito scientifico. Tra gli alunni, uno in particolare ha ottime competenze di programmazione, mentre un altro, sebbene mostri difficoltà comportamentali e scarsa motivazione scolastica, possiede una buona predisposizione logico-matematica e abilità manuali. Le attività hanno quindi avuto come obiettivo ultimo quello di valorizzare le abilità e i talenti degli alunni, creando contesti motivanti.


Il percorso è stato svolto, durante il secondo quadrimestre, in tre fasi principali:

I FASE: Introduzione sulla scheda Arduino sia dal punto di vista della costruzione dei circuiti elettrici che dal punto di vista della programmazione; entrambi sono stati svolti con l’uso dell’applicativo Tinkercad (5 ore)

II FASE: Costruzione di uno strumento per la misurazione contemporanea della temperatura di due sostanze con l'uso di due sonde di temperatura montate su Arduino. (3 ore)

III FASE: Costruzione di uno strumento per la misurazione dell'umidità del terreno per monitorare lo stato di irrigazione delle piante di mais e fagiolo (3 ore)

IV FASE: Presentazione del lavoro svolto (della fase III) a tutto il gruppo classe (1 ora)


Le fasi II, III e IV sono parte di una più ampia progettazione didattica svolta in cooperative learning. A ciascun gruppo sono stati assegnati compiti diversi, basati sui talenti e sugli interessi mostrati dagli alunni nel corso dell’anno, in un’ottica orientativa. In entrambe le situazioni, uno dei gruppi ha ricevuto il compito di sviluppare un’applicazione con Arduino.



Arduino nelle scienze

Secondaria di Primo Grado

Aree disciplinari: Informatica e scienze

Docenti coinvolti: Luisa Guarnieri e Gianna Carlesi

Costruire il linguaggio del moto

Il percorso «Costruire il linguaggio del moto» è costituito da due unità di apprendimento successive, la prima svolta al termine di una classe seconda e la successiva all'inizio della classe terza. Si tratta del  primo percorso significativo nell’ambito della fisica sperimentale e si propone come finalità principale la costruzione del linguaggio del moto, intesa sia come acquisizione consapevole di alcuni termini specifici (distanza, intervallo di tempo, direzione, spostamento, traiettoria, pendenza, rapidità, velocità media, velocità istantanea), sia come lettura e interpretazione di movimenti reali, con raccolta di dati sperimentali e rappresentazione grafica sia qualitativa che quantitativa. Nella prima parte sono stati realizzati movimenti del docente stesso, mentre la seconda parte ha previsto l’utilizzo di un modello artigianale, formato da un pannello di faesite su cui era possibile creare una traiettoria costituita da una canalina per fili lettrici, su cui far scorrere un pallina da ping-pong.

Costruire il linguaggio del moto -I parte-

Costruire il linguaggio del moto-II parte-


Scuola secondaria di I grado B.Sestini

Classe IIG 2022-2023 IIIG 2023-2024

Tiziana Biagiotti

venerdì 14 luglio 2023

Il moto

 FASI DEL PERCORSO

I FASE: Attivazione delle conoscenze: brainstorming

II FASE: Vari esempi di moto: visione di video

III FASE: Studio qualitativo e quantitativo di vari tipi di moto:

-Variante 1

-Variante 2

-Variante 3

-Variante 4

IV FASE: Costruzione di grafici posizione-tempo

V FASE: Rinforzo dei concetti appresi

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

•Utilizzare un linguaggio specifico per la descrizione del moto di un oggetto sapendone cogliere le caratteristiche principali: la traiettoria, l’istante di tempo iniziale e finale, la durata, la posizione iniziale e finale, la distanza percorsa e lo spostamento, velocità media e istantanea, accelerazione.

•Saper raccogliere dati sperimentali sul moto di oggetti attraverso misurazioni

•Eseguire misurazioni scegliendo gli appropriati strumenti di misura valutando portata e sensibilità (metro e cronometro)

•Saper valutare l’incertezza di una misura e saperla scrivere in modo corretto, usando la giusta approssimazione, scelta delle cifre significative ed errore assoluto

•Saper calcolare, con i dati raccolti, la velocità media sulla distanza e sullo spostamento e comprenderne il significato

•Saper rappresentare il moto di un oggetto su un grafico posizione-tempo sia qualitativamente che quantitativamente

•Saper descrivere il moto di un oggetto leggendo un grafico posizione-tempo o distanza-tempo e comprendere le differenze tra i due grafici

•Saper ricavare informazioni sul moto di un oggetto da un grafico velocità-tempo

Il Moto


Classe IIIH Scuola secondaria di I grado

Docente Luisa Guarnieri

giovedì 13 luglio 2023

IL MOTO: INTRODUZIONE

 Uno dei traguardi per lo sviluppo delle competenze alla fine della scuola secondaria di primo

grado riguarda l'esplorazione dei più comuni fenomeni e lo sviluppo di semplici

schematizzazioni e modellizzazioni dello stesso, ricorrendo a misure appropriate. Ritengo che

quindi una parte del curricolo di scienze nella scuola secondaria di primo grado debba essere

dedicato allo studio sperimentale di alcuni fenomeni fisici, tra cui il movimento.

Lo studio del moto degli oggetti prevede la comprensione di alcuni concetti come la

traiettoria, l'istante di tempo, la posizione di un oggetto ma anche di velocità e

accelerazione. Gli alunni a questo livello scolare hanno già confidenza con questi concetti,

perché hanno esperienza diretta del movimento di un corpo, ma è necessario aiutarli a

formalizzare questi concetti in modo da renderli capaci di usarli per descrivere e

modellizzare il fenomeno anche con l'uso di strumenti matematici adeguati. Per farlo è

essenziale ripartire dall'esperienza e quindi andare per via sperimentale. Tutto ciò può

essere svolto sia durante la classe seconda, sia durante la classe terza; è comunque

necessario aver introdotto il concetto di misura, aver preso confidenza con alcuni strumenti

come il metro e il cronometro e le loro caratteristiche (sensibilità e portata) e con l'incertezza

delle misure.


I FASE: Concetto di moto nel linguaggio comune

II FASE: Vari esempi di moto

III FASE: Primo approccio qualitativo al moto

IV FASE: Grafici spazio/tempo qualitativi

V FASE: Grafici quantitativi

VI FASE: Studio del moto uniforme in giardino

VII FASE: Sviluppo e analisi dei grafici ottenuti

IL MOTO 



Docente: Serena Benedetti

Classe IID Scuola secondaria di I grado

lunedì 12 settembre 2022

Eureka

 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO GENERALI

  • Sviluppare curiosità e interesse nel campo scientifico
  • Prendere consapevolezza del metodo scientifico-induttivo
  • Appassionarsi alla storia della scienza e alla vita degli scienziati che hanno portato avanti maggiormente il progresso scientifico nel corso del tempo
  • Sviluppare spirito di iniziativa, ragionamento e problem solving
  • Aumentare la collaborazione della classe e lo spirito di gruppo

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SPECIFICI

  • Saper leggere gli strumenti di misura (cilindro graduato, dinamometro)
  • Saper misurare i volumi degli oggetti con il cilindro graduato
  • Saper misurare le forze peso in Newton con il dinamometro
  • Riflettere sul concetto di forza di attrazione gravitazionale
  • Destreggiarsi nel calcolo e nell'elaborazione di dati, grafici e tabelle
  • Prendere coscienza di ciò che aveva capito Archimede gridando: “EUREKA!”
  • Capire come funziona il galleggiamento degli oggetti in acqua
  • Comprendere cos'è e come funziona la spinta di Archimede e a cosa equivale esattamente

L'approccio metodologico è sempre quello ipotetico-deduttivo. I ragazzi sono chiamati in prima persona a proporre ipotesi, ragionare, dedurre e sperimentare. La classe viene suddivisa in piccoli gruppi (di 3 o 4 alunni) che rimarranno sempre gli stessi fino alla fine del percorso. Ciascun gruppo avrà nome e logo di riconoscimento che verrà utilizzato durante la verifica di gruppo. Si susseguiranno visioni di filmati, da cui scaturiranno ipotesi che poi verranno verificate attraverso esperimenti scientifici. L'attenzione è sempre posta a far condurre ai ragazzi il percorso, la docente si limita a guidarli e indirizzarli.

EUREKA

Grado scolastico: Secondaria di I grado

Area disciplinare: Scienze

Serena Benedetti

Eureka – la spinta di Archimede

 Il fenomeno trattato comprende un concetto complesso e di difficile trattazione: il galleggiamento e la densità; è un argomento che ho sempre proposto in terza, riscontrando notevoli difficoltà. Nel percorso che seguirà, il fenomeno viene trattato da un altro punto di vista e l’attenzione si sposta sull’azione che l’acqua, presa in considerazione in maggior misura in questo percorso, ma anche altri mezzi (ad esempio l’aria) hanno sul moto degli oggetti. Ritengo quindi che il percorso possa essere proposto sia in una classe seconda (nella seconda parte dell’anno) sia in una classe terza, come prosieguo di alcuni concetti affrontati nella classe prima e nella prima parte della classe seconda; in particolare: il concetto di misura e l’introduzione alla gestione delle misure sperimentali e all’analisi dei dati; il concetto di volume, il concetto di forza. A mio avviso questi sono i prerequisiti necessari per svolgere il percorso sulla spinta di Archimede e porre le basi per comprendere il concetto di densità. Ho deciso di sperimentare questo percorso nella mia classe terza perché si inseriva all’interno di un percorso più ampio, iniziato l’anno precedente, durante il quale erano stati affrontati con la stessa metodologia fenomenologico-induttiva altri argomenti: le forze, la forza di gravità, differenza tra la massa e il peso, la scoperta della legge di Hooke e il moto.


Durante questo percorso è stata adoperata una didattica partecipativa a carattere prevalentemente induttivo: gli allievi hanno sperimentato liberamente e l’insegnante li ha supportati e guidati nella concettualizzazione, lasciandoli comunque liberi di fare i propri ragionamenti, giusti o sbagliati che fossero, intervenendo in fase di discussione collettiva e successivo aggiustamento.

Di seguito alcune caratteristiche essenziali del percorso:

• Sono stati usati diversi video come strumenti di attivazione: lo scopo era quello di suscitare curiosità sul fenomeno da studiare, far emergere una situazione da investigare e porre le basi per uno studio di tipo sperimentale.

• Sono quindi state concordate le diverse fasi dell’attività sperimentale di gruppo che hanno portato alla raccolta dei dati.

• I dati sono stati analizzati e discussi fino ad arrivare a dare una spiegazione del fenomeno e quindi alla «scoperta» della spinta di Archimede.

• Per promuovere un apprendimento quanto più attivo e individualizzato, gli alunni hanno lavorato in gruppi eterogenei, di 3/4 alunni; i gruppi sono stati stabiliti dall’insegnante all’inizio del percorso e mantenuti fino alla fine.

• Durante i primi dieci minuti di ogni lezione, al fine di riprendere i concetti emersi nella lezione precedente è stata fatta una revisione dei compiti per casa: il docente ha selezionato due o tre alunni alla volta perché relazionassero quanto fatto.

• È stata svolta una verifica individuale alla fine del percorso dopo diverse esercitazioni in gruppo.


FASE 1 (fase di attivazione- 1 ore) Osservazione e descrizione del fenomeno attraverso la visione

di un video: cosa fa l’acqua ad un corpo che sta dentro?

FASE 2 (2 ore) Osservazione e descrizione della caduta dei corpi in mezzi diversi: cosa accade?

FASE 3 (2 ora) Visione del «Archimedes bath» e progettazione delle modalità con cui raccogliere

dati

FASE 4 (2 ore) Raccolta dati: misure della forza di trazione di diversi oggetti in aria e in acqua e

del volume

FASE 5 (1 ora) Analisi dei dati e misura del peso di acqua spostata

FASE 6 (2 ore) Analisi dei dati e discussione per arrivare alla spinta di Archimede

FASE 7 (1 ore) Visione completa del video iniziale di Archimede e successiva discussione alla luce

di quanto scoperto

FASE 8 (2 ore) Applicazione di quanto scoperto in diversi contesti: esercitazione e discussione.

Verifica individuale (1 ora)


Eureka – la spinta di Archimede


Classe terza H

Grado scolastico: Secondaria Primo Grado

Area disciplinare: Scienze

Docente: Luisa Guarnieri

Il problema di Giulia Numeri d’aria e numeri di terra



Il percorso «Numeri d’aria e numeri di terra» è stato svolto in una classe prima, da Settembre fino a Maggio. Costituisce un percorso didattico in diretta continuità con la scuola primaria per recuperare e consolidare le abilità relative a numeri naturali e numeri decimali, senza proporre esercizi ripetitivi e meccanici, ma tramite questioni problematiche emotivamente coinvolgenti gli studenti stessi e tramite attività pratiche con strumenti di misura.

I «numeri d’aria» prevedono una serie di problemi che prevedono l’utilizzo di numeri naturali, non strettamente legati alla realtà pratica, e che hanno permesso l’individuazione di serie numeriche, la scoperta di regolarità numeriche, l’utilizzo di proprietà numeriche per un calcolo mentale rapido e ragionato.

I «numeri di terra» invece hanno previsto principalmente attività di misurazione con utilizzo dei numeri decimali, a cui sono seguiti esercizi per scoprire metodi di calcolo veloce e confronto.

In particolare viene documentato Il Problema di Giulia, che è stato proposto alla classe prima durante le prime settimane di scuola secondaria di I grado, con lo scopo principale di avviare un percorso di educazione a:

- confronto/dibattito per la ricerca di strategie risolutive

- questioni problematiche quanto più possibili realistiche, vicine alla quotidianità degli studenti, pertanto stimolanti per l’apprendimento della matematica.


Durante tutto il percorso, è stata adoperata una didattica partecipativa a carattere prevalentemente induttivo, in cui si è cercato costantemente di sollecitare l’autonomia degli allievi nella costruzione delle conoscenze e nella ricostruzione delle sintesi cognitive. In sintesi:

- Brainstorming

- Cooperative learning

E’ stato un continuo alternarsi di momenti di cooperative learning con brevi momenti di lezione frontale, finalizzati all’introduzione dell’attività da realizzare o alla sistematizzazione del lavoro svolto dai gruppi o dai singoli alunni. 

Il problema di Giulia è stato il primo lavoro della classe svolto in modalità cooperative learning. La classe è stata suddivisa in gruppi eterogenei stabiliti dal docente sulla base delle osservazioni delle prime due settimane di scuola, cercando di assegnare un ruolo specifico idoneo ad ogni alunno:

- organizer: gestisce organizzazione del lavoro da svolgere con turni di parola, di lavoro, rispetto dei ruoli

- time keeper: gestisce il tempo, aiutando tutti a rispettare la scadenza temporale assegnata dal docente

- material manager: gestisce forbici, colla, fotocopie

- reporter: riferisce il lavoro svolto durante la restituzione dei procedimenti scelti da ogni singolo gruppo, facendosi portavoce delle scelte fatte da tutti i membri


Il problema di Giulia Numeri d’aria e numeri di terra


Classe I G

Scuola secondaria di I grado B. Sestini - Agliana

Prof. Tiziana Biagiotti

giovedì 1 settembre 2022

Dalla realtà ... alla funzione

 IL FILO CONDUTTORE DELL’ATTIVITA’ PROPOSTA RIGUARDA L’INTRODUZIONE ALLE FUNZIONI, PARTENDO DA UNO STUDIO DELLE «CORRISPONDENZE» TRA OGGETTI, ANCHE DI USO COMUNE.

IL PERCORSO, NELLA SUA INTEREZZA, SI SVOLGEREBBE IN TUTTI E TRE GLI ANNI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO.

  • FASE 0: FORMAZIONE DEI GRUPPI: ESSENDO LA CLASSE FORMATA DA 24 ALUNNI, E’ STATO DECISO DI FORMARE 6 GRUPPI DA 4 PERSONE CIASCUNO

● FASE 1: RIPASSO DELL’ATTIVITA’ DELLO SCORSO ANNO “LE FUNZIONI FUNZIONANO”, SUL CONCETTO DI FUNZIONE AFFRONTATO

● FASE 2: OGNI GRUPPO RIPERCORRE GLI ESERCIZI SVOLTI, PROPOSTI DAL FORMATORE, CON LA REALIZZAZIONE DI GRAFICI SU CARTA MILLIMETRATA

● FASE 3: FOCALIZZAZIONE SUL POTERE DEL SEGNO “=” E DEL SUO VALORE

● FASE 4: INTRODUZIONE AI PROBLEMI CON UNA INCOGNITA, DOPO AVER AVUTO UN ASSAGGIO CON UN ESERCIZIO “SFIDA” NEL COMPITO IN CLASSE

● FASE 5: ASSEGNAZIONE A CIASCUN GRUPPO DI UN PROBLEMA DIVERSO

● FASE 6: RISOLUZIONE DEI PROBLEMI E CONSEGNA DEL LAVORO SVOLTO SU MICROSOFT TEAMS

● FASE 7: CORREZIONE DEGLI ESERCIZI DI CIASCUN GRUPPO ALLA LIM

● FASE 8: DISCUSSIONE E ANALISI DI QUANTO VISTO: COSA E’ SERVITO PER OTTENERE LA SOLUZIONE?


Dalla realtà ... alla funzione


Grado scolastico: Scuola Secondaria di I Grado

Area disciplinare: Matematica

ICS “Bartolomeo Sestini”

Docenti coinvolti: Prof. Pierucci Lorenzo

giovedì 7 luglio 2022

Numeri d’aria e numeri di terra

 Obiettivi di apprendimento

  • Utilizzare le conoscenze degli allievi relative alle diverse tipologie di numeri, alle relazioni fra loro e alle tecniche di calcolo base per valorizzare quanto hanno gli studenti hanno appreso dalla primaria. 
  • Applicare alcune «vecchie» conoscenze, riscoprirne o consolidarne altre, incontrarne di nuove, ma presentandole in modo alternativo, anticipando strumenti, operazioni e concetti che troveranno una loro collocazione più formale. Si vuole dunque trovare un modo per dare senso ai numeri come strumento di rappresentazione e descrizione di un fenomeno.
Metodologia

La metodologia di lavoro prevista è una miscela di percorsi che scaturiscono da situazioni-esperienza, fortemente orientati all’interazione tra gli allievi e alla didattica costruttiva, ad argomenti trattati in una forma di «didattica veloce dialogata» che coinvolga la classe nell’acquisizione di specifici contenuti o specifiche abilità operative.




Numeri d’aria e numeri di terra


Grado scolastico: Scuola secondaria di primo grado

  Area disciplinare: matematica

Docenti coinvolti: Sara Nesti

giovedì 30 giugno 2022

Numeri di terra e numeri di aria

L’ obiettivo principale del percorso è stato quello di sollecitare negli studenti atteggiamenti di problematizzazione dei fenomeni osservati, allenare la loro capacità di concettualizzazione e teorizzazione per la libera formulazione di ipotesi.

Il percorso è stato strutturato con lo scopo di avvicinare gli alunni al «metodo scientifico».


L’ approccio metodologico scelto si serve di situazioni formative operative, contesti attivi ed efficaci dal punto di vista delle relazioni tra studenti e tra studenti e docente. Le competenze vengono acquisite come risultato di pratica, riflessione, interiorizzazione del processo di apprendimento. A tale scopo sono state proposte attività di analisi di situazioni concrete, di interesse comune, spesso sperimentabili nella realtà quotidiana degli alunni. La raccolta di dati reali, la libera formulazione di ipotesi, la stima e la verifica di misure in situazioni non astratte ha favorito un maggior coinvolgimento degli studenti. Si mira quindi ad una metodologia che sia in grado di favorire una progettazione didattica per competenze: coinvolgendo e motivando all’ apprendimento, stimolando e guidando il processo di costruzione delle conoscenze.


Dallo studio della matematica… alla familiarizzazione con i numeri della nostra quotidianità.

Classe 1° C  A.S. 2021/2022 - scuola secondaria di I grado

Prof.ssa Maria Arena


mercoledì 15 settembre 2021

CORRISPONDENZE E FUNZIONI

 I concetti di relazione e funzione rappresentano un nucleo fondante del curricolo di matematica, è infatti facilmente collegabile a molti contenuti e argomenti sia nell’ambito matematico che scientifico, in particolare è applicabile allo studio di fenomeni reali. Nonostante la sua importanza per gli alunni è un nodo matematico particolarmente complesso, che necessita un graduale approccio e approfondimento, possibilmente distribuito nel corso dei tre anni.

Come primo tentativo, anche a causa di un anno particolarmente caotico dal punto di visto didattico, visto l'alternarsi casuale della didattica a distanza e di quella in presenza, il percorso è stato svolto nella classe seconda, seguendo questo ordine:

• Le corrispondenze: esempi concreti e concettualizzazione

• Il concetto di relazione

• Le relazioni come insieme di coppie e le diverse rappresentazioni

• Rappresentazione grafica di un insieme di dati

• Introduzione al concetto di funzione

• Analisi di fenomeni reali e ricerca di funzioni matematiche che modellizzino gli

insiemi di dati analizzati: andamenti lineari con il caso particolare della

proporzionalità diretta


OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO


➢ Individuare corrispondenze sia in ambito matematico-scientifico, sia in

fatti appartenenti alla realtà quotidiana

➢ Individuare relazioni tra oggetti

➢ Costruire semplici rappresentazioni di fenomeni come primo passo

all'introduzione di un modello matematico

➢ Rappresentare graficamente insiemi di dati

➢ Passare da un registro di rappresentazione ad un altro

➢ Ricercare relazioni matematiche che modellizzino gli insiemi di dati

analizzati

➢ Osservare e riconoscere grandezze costanti e variabili e la loro

interdipendenza

➢ Descrivere fenomeni utilizzando il linguaggio delle funzioni

➢ Riconoscere ed utilizzare il riferimento cartesiano in situazioni concrete


ELEMENTI SALIENTI DELL'APPROCCIO METODOLOGICO

Le metodologie utilizzate, seguendo le modalità LSS, sono di tipo laboratoriale. Gli alunni sono messi a fare in prima persona con approccio sempre di tipo logico-deduttivo. In particolare sono state scelte attività a classe intera e a piccoli gruppi eterogenei, utilizzando le seguenti tecniche:

➢ Brainstorming

➢ Cooperative Learning

➢ Didattica laboratoriale

➢ Problem solving

➢ Learning by doing


CORRISPONDENZE E FUNZIONI


Prof. Serena Benedetti

Classe IID

Scuola secondaria di I grado


LE FUNZIONI FUNZIONANO



Da situazioni reali alla modellizzazione di relazioni matematiche


OBIETTIVO: Creare un percorso di apprendimento lento e graduale nei tre anni, in cui i concetti di relazione e funzione si integrano gradualmente nell’architettura dei contenuti trattati a matematica e scienze, in modo da consentire una traslazione efficace fra i diversi argomenti che si «aiutano» tra loro


APPROCCIO METODOLOGICO:

  • La metodologia di lavoro prevista è una miscela di percorsi fortemente orientati al costruttivismo e alla partecipazione attiva degli allievi, ad argomenti trattati in una forma di «didattica veloce dialogata» che coinvolga la classe nell’acquisizione di specifici contenuti o specifiche abilità operative. 

  • A tale scopo sono stati ricercati fenomeni reali, raccolte di dati o misure (non dati astratti, non tabelle a doppia entrata senza significato concreto o relazioni con fenomeni).


TEMPO IMPIEGATO: LA SUDDIVISIONE 40-30-30:
  • 40% presentazione di situazioni reali, con l’utilizzo di immagini per attirare l’attenzione degli alunni e farli riflettere sul concetto di «corrispondenza , stimolandoli a discutere e a riflettere sui punti-chiave;
  • 30% discussione del problema da parte dei ragazzi, in modo autonomo ma guidato (flipped classroom);
  • 30% raccolta e argomentazione dei risultati ottenuti, con attività di cooperative learning alternate.

  • INOLTRE AD OGNI ALUNNO È RICHIESTO DI PORTARE UN QUADERNO ESCLUSIVAMENTE DEDICATO A QUESTA ATTIVITÀ.


Le funzioni funzionano


Classe 2°I

A.S. 2020/2021

Prof.ssa Nesti Sara


martedì 14 settembre 2021

Dalle corrispondenze alle funzioni


COLLOCAZIONE NEL CURRICOLO


I concetti di relazione e funzione sono strettamente collegati e rappresentano complessivamente un nucleo fondante della matematica che sta alla base di molti contenuti e argomenti nell’ambito matematico ma è collegato anche alle scienze e in particolar modo allo studio di fenomeni reali.

Per questo motivo i contenuti riguardanti l’ambito delle «relazioni e funzioni» possono essere distribuiti verticalmente nei tre anni della scuola secondaria:

Classe prima:

• Le corrispondenze: esempi concreti e concettualizzazione

• Il concetto di relazione

• Le relazioni come insieme di coppie e le diverse rappresentazioni

• Rappresentazione grafica di un insieme di dati

Questa parte del percorso si lega ad altri contenuti che vengono affrontati nella classe prima come la costruzione, lettura e interpretazione di tabelle e grafici; la ricerca di regolarità e generalizzazioni; la comprensione e la traduzione in linguaggio matematico di dati relazionali in situazioni problematiche; la ricerca di leggi matematiche; l’introduzione al concetto di incognita.

Classe seconda:

• Introduzione al concetto di funzione

• Analisi di fenomeni reali e ricerca di funzioni matematiche che modellizzino gli insiemi di

dati analizzati: gli andamenti lineari e il caso particolare della proporzionalità diretta

Sono necessari in questa fase come prerequisiti, oltre a quanto affrontato nella classe prima

sulle corrispondenze e relazioni, il concetto di rapporto e le equazioni.

Classe terza:

• Analisi di fenomeni reali e ricerca di funzioni matematiche che modellizzino gli insiemi di

dati analizzati: il caso della proporzionalità inversa e gli andamenti quadratici

• Trovare gli zeri di una funzione

• Trovare i punti in cui due funzioni si incontrano

• Introduzione al segno di una funzione

Lo studio dei fenomeni reali prevede una trasversalità: si possono prendere in considerazione fenomeni naturali che si affrontano nelle scienze, come la legge di Hooke, il moto rettilineo uniforme, il moto uniformemente accelerato; la crescita delle foglie; ma anche lo studio di funzioni che descrivono relazioni tra grandezze geometriche di figure piane e solide (geometria con i cartoni animati o variazioni di aree o volumi in funzione di variabili come raggio, altezza etc...).



ELEMENTI SALIENTI DELL'APPROCCIO METODOLOGICO

 Seguendo l'approccio LSS gli alunni sono stati spinti a fare in prima persona con un approccio di tipo logico-deduttivo. In molte fasi del percorso gli alunni hanno lavorato in gruppo, confrontandosi tra loro ed argomentando. Ciò è stato fatto in presenza, disponendo i banchi a isole, in modo comunque da mantenere il distanziamento, sia in piattaforma Microsoft Teams nei periodi di didattica a distanza, creando chat di gruppo con l’insegnante. I gruppi, piccoli e non omogenei, sono stati scelti dall’insegnante all’inizio e mantenuti per tutto il tempo. Dopo ogni attività è stata prevista una discussione generale per consolidare i punti più importanti e condividerli.





DALLE CORRISPONDENZE ALLE FUNZIONI




Scuola secondaria di primo grado

Classe I e II sezione F

Docente: Paola Palmerini

Dalle corrispondenze alle funzioni: la matematica come scienza delle relazioni

 


1) Classificare numeri, figure, oggetti in base a una o più proprietà, utilizzando rappresentazioni opportune, a seconda dei contesti e dei fini. 

2) Argomentare sui criteri che sono stati usati per realizzare classificazioni e ordinamenti assegnati. 

3) Argomentare sui criteri che sono stati usati per realizzare corrispondenze tra due insiemi e rappresentare tali relazioni con schemi opportuni.

4) Leggere e rappresentare relazioni e dati con diagrammi, schemi e tabelle

Obiettivi essenziali di apprendimento:

1) Il concetto di relazione tra due insiemi

2) Classificare e saper riconoscere vari tipi di relazioni

3) Individuare tra i vari tipi di relazioni quelle che rappresentano funzioni


La classe in cui l’ insegnante lavora diviene luogo nel quale si produce conoscenza, attraverso attività laboratoriali, e viene considerata come “comunità di apprendimento”. L'insegnante propone l'attività, ne guida la discussione e l'elaborazione dei concetti. Ciascun ragazzo ascolta il parere dell’altro, esprime il proprio, condivide ed interagisce sentendosi coinvolto in un processo di costruzione della conoscenza. 

In particolare, l'insegnante propone immagini da osservare e su cui riflettere, pone domande  e alla fine della discussione e del confronto aiuta gli studenti a trarre conclusioni assegnando la giusta terminologia ai vari concetti chiave.

Dalle corrispondenze alle funzioni: la matematica come scienza delle relazioni

Scuola secondaria di I grado

Classe II, sez.B, a.s. 2020/2021

Prof.ssa Grillo Maria