giovedì 12 giugno 2014

Verbale incontro di Martedì 10 Giugno 2014




In data 10 Giugno 2014 alle ore 16.30 ha inizio la riunione conclusiva del primo anno per il progetto LSS, con il seguente ordine del giorno:



a) esito del monitoraggio relativo al primo anno di finanziamento del progetto LSS

b) rendicontazione del percorso svolto per ogni ordine di scuola

c) confronto e proposte per il prossimo anno.



I docenti presenti sono: Laura Zecchini, Paola Palmerini, Tiziana Biagiotti, Maria Grillo, Stefano De Santis, Lucia Lavuri, Ester Fagni, Francesca Melani, Silvia Niccolai.



a) Come previsto dall’ordine del giorno, la prof.ssa Tiziana Biagiotti riferisce l’esito del monitoraggio LSS avvenuto in data 22 Maggio. Il lavoro svolto è stato valutato positivamente:

- interessante il blog, anche perché si tratta della prima esperienza di diario di bordo direttamente on-line, quindi fruibile da chiunque;

- alto numero di ore dedicate alla formazione, quindi alto interesse della Dirigente e dell’Istituto per il progetto e la formazione;

- consistente numero di docenti che hanno aderito e partecipato agli incontri.

In occasione del monitoraggio, ci è stato suggerito di conservare la documentazione di percorsi -che alcuni docenti hanno già sperimentato- per il secondo anno LSS, in cui è chiesta particolare attenzione alla sperimentazione, piuttosto che alla formazione. L’insegnante Tiziana Biagiotti è stata invitata a contattare con maggiore insistenza il tutor assegnato dalla Regione Toscana, Prof. Ezio Menchi, che tra l’altro potrebbe/dovrebbe anche offrire il suo contributo proprio sulla didattica della fisica.



La prof. Tiziana Biagiotti riferisce inoltre che in seguito alla contrattazione tra RSU e dirigente è stato stabilito un compenso economico per ogni docente che ha partecipato al progetto. I dettagli economici saranno poi riferiti dalla Dirigente Scolastica Angela Desideri durante il Collegio Docenti di fine Giugno.



b) Scuola dell’Infanzia, docente Francesca Melani: molto operativa e divertente la formazione di fisica, ma carente di stimoli per il proprio ordine di scuola; poco stimolante la formazione di matematica, soprattutto perché carente di proposte di attività concrete; alcuni colleghi hanno già sperimentato tuttavia alcune idee suggerite durante gli incontri, traendone soddisfazione ed entusiasmo, ma mostrando la necessità di proporre tali attività solo per piccoli gruppi.

Scuola primaria, docente Ester Fagni: valida la proposta del prof. Brunelli di utilizzare quesiti INVALSI o del Rally Matematico Transalpino come punto di partenza per abituare gli alunni ad affrontare questioni problematiche, ma esiste la necessità di incontri che propongano percorsi didattici operativi e immediatamente fruibili dagli alunni.

Scuola primaria, docente Stefano De Santis: validi gli incontri con il prof. Brunelli, che anche dal comportamento mostrava una metodologia didattica da riutilizzare nelle proprie classi; troppo tempo dedicato alla rendicontazione di percorsi didattici svolti da colleghi e ristretto il tempo dedicato alla presentazione di nuove attività da sperimentare.

Scuola secondaria, docente Laura Zecchini: utili gli incontri del Prof. Brunelli che hanno posto l’attenzione sul problem solving, suggerendo anche nuove attività da sperimentare; interessante il confronto immediato con i colleghi che hanno riferito di attività sperimentate nelle proprie classi; anche per questo ordine di scuola sarebbero comunque molto utili incontri più coinvolgenti con proposte concrete di attività immediatamente fruibili nelle classi.



La prof.ssa Tiziana Biagiotti riferisce che il Prof. Brunelli ha apprezzato molti dei percorsi documentati da docenti dell’Istituto, sottolineando che progetti tipo LSS hanno la loro efficacia dove già esistono insegnanti capaci di mettersi in discussione, così da coinvolgerne altri. Aggiunge inoltre che, secondo lei, l’esperienza di formazione sia di matematica che di fisica è stata nel complesso interessante e stimolante. Vista l’esiguità delle ore di formazione -rispetto al numero di docenti e alle diversità di questi stessi- riconosce la necessità di saper trarre dagli incontri piccoli e semplici spunti da condividere con i colleghi per costruire autonomamente percorsi didattici adatti alle proprie esigenze. Sottolinea che obiettivo principale di questo primo anno del progetto è aver almeno intuito cosa si intenda per metodo laboratoriale: non svolgere semplicemente esperimenti, nè eseguire pedissequamente problemi ripetitivi del testo di matematica, né lavorare solo con fotocopie riguardo la scuola dell’infanzia, ma piuttosto proporre questioni problematiche anche reali da far risolvere agli alunni stessi, lasciando che loro stessi trovino una regola, una definizione, una regolarità. Ogni docente deve quindi formarsi anche autonomamente sui contenuti, per sapersi poi mettere in gioco con la classe con attività stimolanti. La costituzione di un gruppo permanente di insegnanti, che si confrontino sui contenuti, ma soprattutto sulle attività metodologiche per presentare tali contenuti rappresenta una condizione necessaria e indispensabile per attuare un metodo laboratoriale, fenomenologico, costruttivo.



c) Dopo un ricco confronto sulle necessità dei diversi ordini di scuola, per il secondo anno LSS sono state previste le seguenti azioni.

Ø Due incontri per la definizione dei nuclei fondanti di matematica per ciascun ordine di scuola: entro la prima metà di Settembre un primo incontro tra docenti dello stesso ordine di scuola per definire i nuclei fondanti, gli argomenti principali, i traguardi comuni da condividere con i docenti degli altri ordini; nella seconda metà di Settembre un secondo incontro tra docenti infanzia-primaria e uno primaria-secondaria per confronto ai fini di un curricolo in verticale.

Ø Sulla base delle esigenze emerse dai primi due incontri, nel mese di Ottobre:

- formazione di matematica con prof.ssa Antonella Castellini o prof. Brunetto Piochi, con esempi pratici di attività da svolgere con gli alunni per i tre diversi ordini di scuola;

- formazione di fisica con un esperto quale prof. Ezio Menchi, tutor della nostra scuola per LSS, per definire i nodi concettuali di fisica -necessari per preparazione adeguata degli studenti alla fisica della Scuola Secondaria di II grado- e per poter utilizzare praticamente quanto presentato in questo anno dal Dott. Samuele Straulino;

- formazione di scienze con Prof. Carlo Fiorentini, Presidente del CIDI di Firenze e membro della segreteria nazionale della stessa associazione, da molti anni opera nel campo della ricerca didattica e della formazione degli insegnanti.



Ø Incontri mensili del gruppo di lavoro docenti per sperimentare percorsi sulle proprie classi, anche in continuità tra i tre ordini di scuola.



L’incontro termina alle ore 19.00 circa.



lunedì 12 maggio 2014

Verbale 3^ Incontro di formazione sulla didattica della matematica- Scuola Secondaria - 9 Maggio 2014



Come consuetudine il Prof. Brunelli inizia la lezione con la comunicazione di date e luoghi di incontri che nei prossimi mesi animeranno i corsi di aggiornamento e formazione sulla didattica della matematica in varie regioni italiane. L’invito di Brunelli a partecipare il più possibile a corsi e convegni ha come obiettivo ultimo la formazione del docente che deve sempre rimanere centrale.

L’acquisizione di nuovi strumenti e strategie didattiche è fondamentale per costruire un curricolo di matematica interessante, accattivante, vivo e comunque coerente con le Indicazioni Nazionali. Ben altra cosa è la trasposizione didattica: non è facile trasferire ciò che sappiamo e impariamo ai nostri ragazzi. Si riflette su come l’insegnamento è e deve essere un processo creativo e complesso che vede protagonista l’insegnante che agisce sul Sapere per trasformarlo in un sapere da insegnare adatto ai propri allievi.
Il prof. Brunelli ancora una volta ribadisce con forza che uno dei punti deboli degli studenti italiani sia la matematizzazione: gli alunni messi davanti ad una situazione problematica hanno molta difficoltà a capire quale operazione utilizzare per risolverlo. Quello che durante questi incontri di formazione ci appare ben chiaro è che occorre agire sul piano metodologico, occorre partire da situazioni problematiche. Fare matematica significa risolvere problemi ed i problemi sono situazioni nuove per affrontare le quali non si possono usare solo schemi o meccanicismi appresi ma si richiede l’attività dell’intelligenza nei suoi vari aspetti come intuizione, immaginazione,progettazione, ipotesi, deduzione, verifica…

La discussione si anima e l’intervento di un insegnante di sostegno appare significativa e condivisa.Vanno presentati agli studenti problemi significativi, complessi, tratti dal mondo reale o costruiti in modo realistico, strutturati in modo tale da interessarli e coinvolgerli: il testo deve catturare la lorocuriosità, il lessico deve essere comprensibile e ben codificabile.
La parola passa ad una collega che nella propria classe ha proposto un’attività di problem solving:”La pioggia di cavallette in Lombardia”. Lo spunto per tale attività è un quesito della competizione“Matematica senza frontiere”. Il problema richiede di calcolare il numero di cavallette che nasceranno nell’anno 2008 a partire da una cavalletta che nel 2006 ha dato alla luce 4 cavallette da ognuna delle quali nasceranno altre 4 cavallette e così via. Su invito del prof Brunelli ci dividiamo in gruppi di due e risolviamo il problema. Viene poi data la parola a tutti per esporre il proprio modo di ragionare e operare per risolvere tale problema. Le strategie sono diverse: un problema può essere risolto in vari modi e è utile apprendere il punto di vista degli altri. Poi la collega illustra e ci mostra come i suoi alunni hanno risolto il problema: si discute, si riflette, si impara da ciò che scrivono gli alunni.
La lezione si conclude con un problem solving che Brunelli propone a noi insegnati, lo stesso che gli si era presentato la mattina a scuola in seguito alla comunicazione dei risultati di una gara di matematica alla quale le sue classe avevano partecipato. I ragazzi volevano sapere quale classe si fosse classificata meglio: la 1^B arrivata ottava su 135 partecipanti o la 2^B arrivata diciannovesima su 152 partecipanti? Il problema era reale e interessava gli studenti perché ne erano davvero protagonisti. Situazioni così vanno cercate e alimentate. Anche in questo caso le soluzioni proposte sono diverse e più soluzioni si trovano e più si impara a trovarne, un po’ perché ci si rendedavvero conto di come funzionano le cose un po’ perché si diventa più esperti sul come si possonotrovare.


Laura Zecchini, docente Scuola Secondaria

mercoledì 16 aprile 2014

Verbale 2^ Incontro di Matematica con il professor Fabio Brunelli - 14 Aprile 2014

Il giorno 14 aprile alle 15,00 ci siamo ritrovati per il terzo incontro di formazione di matematica.
L’incontro è iniziato con i “compiti per le vacanze”: il prof. Brunelli ha scritto sulla lavagna una serie di date, a partire da Giugno fino a Settembre-Ottobre, di convegni sulla didattica della matematica che si terranno in località in tutta Italia, suggerendoci di partecipare per una bella vacanza in compagnia
della matematica (magari!).

Ha chiesto in un secondo momento se qualcuno di noi avesse provato a svolgere delle attività in classe. Una collega  ha quindi riferito di aver proposto ai suoi alunni di classe prima il “Numerando” della scorsa lezione ed commentato la sua esperienza.

Successivamenteci ha consegnato la seguente immagine in bianco e nero. Ci ha chiesto di disegnare l’albero di questa barchetta cercando di trovare una strategia per posizionarlo al centro della barchetta stessa e di lunghezza pari a quella della barca. Ognuno ha utilizzato strategie differenti.

Raccomandazione per tutti i partecipanti: documentare tutto il lavoro svolto appena possibile!!!!

L’attività “L’albero maestro” è ben documentato nel piano Mat@bel, sulla
piattaforma INDIRE. Protagonista del percorso è appunto l’altezza di poligoni,
presentata sempre e comunque con attività di problem solving, parola d’ordine
di questo corso di formazione.
Paola Palmerini, docente di matematica e scienze

venerdì 4 aprile 2014

Verbale 1^ incontro Matematica del 2 Aprile 2014 – Scuola Secondaria

Il giorno 2 aprile alle 15,00 ci siamo ritrovati per il secondo incontro di
formazione di matematica.
Il prof. Brunelli ha esordito con una frase: “l’appetito vien mangiando”,
dopodichè ci ha proposto un problema tipo “Numerando” tratto dalle semifinali
internazionali dei Giochi Pristem Bocconi: ottenere esattamente 100 dalle cifre
1 2 3 4 5 6 7 utilizzando solo quattro segni +. Trovata una soluzione ci ha
chiesto di riflettere sulla strategia utilizzata, per condividerla con gli altri, e
quindi stabilire se esistessero altre soluzioni.

Ci siamo quindi cimentati in un altro problema simile, tratto sempre dai Giochi
della Matematica Bocconi: formare esattamente 190 con le stesse cifre
precedenti, ma utilizzando solo tre segni +. Anche in questo caso abbiamo
condiviso la strategia risolutiva e verificato l’unicità o meno delle soluzioni.
Ci ha poi mostrato il sito ufficiale INDIRE dicendoci di andare a cercare PQM in
risorse per docenti.

In questo sito sono dettagliate numerose proposte di attività per una scuola di
qualità, dalle quali è possibile prendere spunto per le nostre lezioni in classe.
Ha scelto tra queste l’attività intitolata “Misuriamoci” e ci ha proposto di
iniziare a misurarci reciprocamente. Ognuno ha seguito il suo metodo, più o
meno fantasioso, per cercare di ottenere misure il più possibile corrette.

Poi abbiamo fatto i rapporti tra le misure prese e ci siamo resi conto che,
nonostante la nostra corporatura fosse molto differente, i rapporti venivano
tutti molto vicini, a testimonianza del fatto che c’è in noi una certa armonia di
proporzioni.

Paola Palmerini, docente matematica e scienze

giovedì 20 marzo 2014

La Torre di Babele: primo incontro di formazione sulla didattica della matematica


Impressione a caldo: divertente, stimolante, accattivante. Gli stessi tre aggettivi che potrei utilizzare per definire l’intervento e la personalità del Prof. Fabio Brunelli, il docente che ci accompagnerà per diversi incontri.

Come in ogni buon corso di formazione ci si presenta.
Lui ci illustra brevemente la sua esperienza: una curiosa, ma significativa, parabola all’inverso: da docente all’Università, a professore di scuola secondaria di secondo grado e poi di primo; assiduo frequentatore di corsi di formazione e aggiornamento, in veste sia di formatore che di insegnante in formazione (sarà questa la famosa formazione continua?), non scrive libri…Il tipo mi piace,  mi conferma nell’idea che la matematica è una cosa viva e reale, ed il suo insegnamento si nutre e si muove nella realtà che ci circonda.
Tocca a noi il giro di presentazione, incalzati dalle sue domande e dalle sue battute sulle nostre risposte; qualcuno è quasi intimorito da  questo suo modo di fare: sembra di essere tornati sui banchi di scuola (effettivamente ci siamo sempre), in attesa dell’interrogazione…

Anche questo mi piace, perché riesce a zittire il chiacchiericcio che spesso c’è in queste situazioni, e a catturare la curiosità e l’interesse per chi ci sta intorno e per quello che dice; scopriamo diverse ex studentesse del professore alla SSIS.

Successivamente ci propone di scrivere ciascuno quelle che sono le proprie aspettative riguardo questi incontri di formazione/aggiornamento, e di leggerli tutti insieme, in una sorta di brainstorming. Emergono delle frasi, esigenze comunemente sentite, che Brunelli puntualizza usando delle parole chiave, individuate nei nostri messaggi.
Ecco quelle che più mi hanno interessato:
MATEMATICA COME GIOCO, quindi divertente e coinvolgente, in contrasto con quella noiosa e ripetitiva che viene proposta nei testi scolastici (ma non sono dei semplici strumenti?);
DIDATTICA LABORATORIALE che, ci viene chiarito, è una metodologia didattica che presuppone un’interazione attiva di tutti i partecipanti alle lezioni, per la realizzazione di attività pratiche, che implichino abilità e conoscenze matematiche;
DIDATTICA SEMPLICE, quella che dovrebbe renderci capaci di avviare, creativamente, ognuno con un personale stile di insegnamento, i nostri studenti alla complessità della realtà fisica che li circonda, e che presuppone quindi la nostra conoscenza, la metacognizione, della natura e delle regole che si celano dietro formule, algoritmi e definizioni.

Brunelli parla di etnomatematica, di quei concetti comuni e connaturati, patrimonio di tutte le culture, che li declinano con diversi linguaggi:
        CONTARE, LOCALIZZARE, MISURARE, DESIGN, GIOCARE, SPIEGARE.
  
E mentre l’attenzione è viva, parte il compito…
Ritrovare queste parole, o i concetti, nelle indicazioni curriculari del ’91, relative ai campi di esperienza educativa, relativi a SPAZIO, ORDINE , MISURA.
Vabbe’, si può fare: è propedeutico ad una definizione epistemologica, ed una ristrutturazione contenutistica dell’insegnamento della matematica.
Sono parole grosse, ma utili per farci riflettere sulle competenze che dobbiamo costruire e connettere, valutabili soprattutto attraverso il problem solving.

Ci indica un tipo di prove ed attività che lui ritiene valide, quelle del Rally Matematico Transalpino e dell’Invalsi, mettendoci però in guardia dalla tentazione di farne solo un allenamento intensivo; accanto ad esse vanno costruite un insieme di buone pratiche comuni, corredate da una solida documentazione che ci aiuti a diffonderle, per costruire gradualmente, nel corso degli anni, la nostra Torre di Babele…Già, cos’era la Torre di Babele? Giro di domande. Ricordi e tradizioni frammentarie e confuse ci permettono di ricucire la storia della Biblica Torre, atto ambizioso e superbo di innalzarsi sino alla conoscenza, vanificato dalla confusione dei linguaggi. Per ora meglio tanti nostri piccoli, solidi mattoncini di attività ben strutturate e documentate da condividere, per cercare di costruire il famoso curricolo in verticale. Brunelli ci invita a portarne sin dal prossimo incontro. Un altro compito…

E poi un bel problema!
Da una prova dell’ARMT, ci sottopone il Cuore di Martina, una bella e semplice simmetria assiale che dobbiamo interpretare, per stabilire e comparare l’estensione delle superfici che la compongono. C’è in gioco la visione geometrica, la capacità di vedere isometrie, equiscomposizioni, simmetrie, rotazioni e ribaltamenti, congruenze. Ognuno utilizza uno o più metodi e strategie, conoscenze o abilità per analizzarlo e risolverlo. Ce la facciamo tutti! La prova segue un protocollo: ha un’analisi a priori delle competenze che vengono attivate nella sua risoluzione, un punteggio basato soprattutto sulla valutazione delle procedure e dell’argomentazione (chiaramente indicati), e offre la possibilità di testarla con diverse classi, anche con i bambini della scuola dell’infanzia.


Ci stimola e ci piace, ci fa scambiare idee e considerazioni, fino a quando…sono passate due ore!

Stefano De Santis, docente di scuola primaria